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La storia del Team Pedercini inizia nel 1993, quando la famiglia Pedercini decide di regalare una chance mondiale al figlio Lucio, già protagonista nei campionati nazionali. Fiducia che il pilota ripaga ampiamente, dimostrando di avere le qualità e la determinazione per posizionarsi ad alto livello, mettendosi in luce per la grinta e l'abilità di guida che lo porta a laurearsi nel 1996 secondo miglior pilota privato nella GP 500.
Nel 1998 il Team decide di abbandonare il mondo della Moto GP per passare al campionato mondiale riservato alle derivate dalla serie, la Superbike. Dopo due stagioni di apprendistato ed un titolo di vice campione nazionale in bacheca, la squadra triplica il suo impegno presentandosi al via del 2001 con ben tre piloti tutti Italiani. Marco Borciani e Mauro Sanchini affiancano Lucio Pedercini. Un anno positivo nel quale Lucio trionfa nel Campionato Italiano Superbike e raccoglie ottimi risultati anche nel mondiale.
Nel 2002 la squadra conferma Lucio Pedercini e Marco Borciani e sostituisce Sanchini con Foti. I piloti del Team possono ora disporre delle competitive Ducati 998R Testastretta, già campioni del mondo nel 2001 con l'australiano Troy Bayliss. A fine stagione il team si colloca nella top ten del ranking riservato alle squadre. Lucio Pedercini bissa l'alloro nazionale e si classifica 13°nel mondiale dove Marco Borciani è 15° e Serafino Foti 25°.
Il 2003 vede l'ingresso in squadra del fiorentino Nello Russo. Il pilota alla terza prova è vittima di un grave infortunio che lo esclude dal proseguo della stagione. Il peso della squadra è a quel punto tutto sulle spalle di Lucio Pedercini, che ormai nel pieno della maturità agonistica, ottiene il suo miglior piazzamento in carriera: nono posto nella classifica della Superbike. Un ottimo risultato per un pilota privato.
Nel 2004 viene ingaggiato il campione nazionale Supersport, Gianluca Nannelli, che si impone all' attenzione degli addetti ai lavori quale rivelazione della stagione confermando così le impressioni di Donato Pedercini che in lui aveva visto un talento inespresso. Sotto l'ala del team manager, il pilota toscano migliora sino, a guadagnarsi, ancor prima della fine della stagione, il passaggio alla Ducati ufficiale nella categoria Supersport 2005. Purtroppo una serie di infortuni limita Lucio Pedercini, che riesce comunque a raccogliere, in quelle poche gare dove ha potuto esprimersi al massimo, buoni risultati come, ad esempio la pole position sul circuito di Misano Adriatico.
Il 2005 è un anno sfortunato. Lucio è ancora perseguitato dalla sfortuna ed un problema alla schiena ne condiziona l'intera stagione. Pur in precarie condizioni fisiche riesce comunque ad ottenere il secondo posto assoluto nel CIV. Al suo fianco si alternano Alessio Velini e, a stagione inoltrata, Ivan Clementi. Proprio quest'ultimo è autore di ottime prestazioni sia nelle prove che nelle gare del mondiale delle derivate dalla serie.
Il 2006 ed il 2007 sono stagioni alterne dove nonostante il grande lavoro e la passione che anima tutto il team non si raccolgono buoni risultati. Nel 2006 il perdurare dei malanni fisici costringe Lucio Pedercini al ritiro sia nel CIV che nel mondiale. Infruttuosa si rivela anche la collaborazione con il pilota tedesco Max Neukirchner, sostituito a cinque gare dal termine dall' americano Kurtis Robers. Nel 2007 la squadra punta tutto sulla Superstock 1000, dove schiera una coppia di sudafricani di grande talento. Una serie di infortuni limita però il rendimento di Morais che perde così la possibilità di lottare per il titolo, mentre il debuttante Gildhenuys, migliora costantemente arrivando sul finale di stagione a competere per le prime posizioni. Nel 2007 si chiude anche la parentesi Ducati visto che nel 2008 il team decide di passare alla Kawasaki che decide di affidare al team le proprie moto, vedendo nell'abilità dei tecnici Italiani la possibilità di rendere più competitive le "verdone" giapponesi.
Il 2008 vede quindi al via del mondiale Superbike un Team Pedercini completamente rinnovato nelle moto e nei piloti. Ancora due giovani Italiani nella classe Superbike : Ayrton Badovini e Vittorio Iannuzzo. Ayrton pur dovendo combattere con molte moto ufficiali e pur essendo al debutto nella classe maggiore (viene dalla Superstock 1000) raccoglie notevoli risultati, conquistando ben quattro volte la Superpole e classificandosi spesso nelle prime quindici posizioni. Una buona stagione per il giovane piemontese, ma anche per il Team che gli mette a disposizione una moto sempre competitiva che lo mette in condizioni di ben figurare. Alterna invece la stagione di Vittorio Iannuzzo, condizionata da un brutto incidente al via della seconda gara di Phillip Island dove il pilota campano si infortuna gravemente ad un polso. Nella classe Superstock 1000 il Team punta sull'italiano Alessio Aldrovandi e sul francese Johan Tiberio. I due piloti non riescono a raggiungere i risultati sperati, ma il team conquista un podio sulla pista di Brands Hatch dove schiera come wild card il sudafricano Sheridan Morais, che ripaga la fiducia dimostratagli con un eccezionale secondo posto, a dimostrazione della competitività della moto preparata dallo staff tecnico del team, oltre che all'abilità ed delle capacità di guida del Sudafricano.
Nel 2009 il Team resta con la Kawasaki e si appresta ad un altro anno di impegno e passione. Nella Superbike i piloti sono due ed entrambi giovani. Al campione Italiano Superbike Luca Scassa viene affiancato lo spagnolo David Salom, proveniente dal mondiale Supersport. Ancora una volta la famiglia Pedercini vuole dare una grande possibilità a due giovani emergenti animati da tanta voglia di mettersi in luce e di sfruttare al massimo il lavoro dello staff tecnico del team. Nella classe Superstock 1000 invece viene confermato il Sudafricano Sheridan Morais che assieme allo spagnolo Ismael Ortega porterà in pista le Kawasaki ZX10R, in uno dei campionati più difficili e combattuti al mondo.
Nella stagione agonistica 2010 il team Pedercini prosegue la sua collaborazione con Kawasaki sia per quanto riguarda i campionati mondiale ed italiano Superbike che per quanto riguarda la Superstock 1000 FIM Cup continentale. Nella massima categoria la squadra di Donato Pedercini schiera due giovani piloti : Roger Lee Hayden e Matteo Baiocco.
Hayden, pilota USA nato nel 1983 e fratello del più noto Nicky Hayden, pilota della MotoGP, è al suo debutto assoluto non solo nel mondiale Superbike, ma anche in Europa e non conosce quindi le piste e nemmeno le gomme Pirelli. Pur impegnandosi al massimo e pur potendo contare sul pieno appoggio della sua squadra, Roger fa molta fatica ad imparare le nuove piste e non trova mai il giusto feeling con le gomme Pirelli. Al termine della stagione l’americano è 19mo nella classifica del mondiale Superbike dove raccoglie 10 punti. Le sue migliori prestazioni sono il tredicesimo posto conseguito sia a Brno che al Nurburgring.
Il suo compagno di squadra è Matteo Baiocco, pilota italiano nato nel 1984. Matteo è alla sua prima completa stagione nel mondiale Superbike dove ha gareggiato in precedenza negli anni passati solo in alcune gare. Anche Matteo purtroppo incontra notevoli difficoltà e non riesce a sfruttare a pieno tutto il potenziale della Kawasaki ZX 10R che gli viene messa a disposizione. Al termine della stagione Baiocco è 23mo in classifica con 9 punti e le sue migliori prestazioni sono il quattordicesimo posto ottenuto sia al Nurburgring che a Magny Cours.
Per quanto riguarda invece la Superstock 1000 FIM Cup, la squadra italiana schiera due giovanissimi il sud africano Chris Leeson e l’italiano Danilo Petrucci. Leeson conclude il campionato al 26mo posto con 7 punti mentre Petrucci termina al nono posto con ben 63 punti. Danilo non riesce a a salire sul podio ma ci va molto vicino nella gara di Monza dove conclude al quinto posto.
Danilo Petrucci partecipa anche al CIV Campionato Italiano Velocità nella categoria Superbike dove ha modo di fare una grande esperienza ed ottiene ottimi risultati. Il ventenne di Terni conclude il campionato al terzo posto assoluto e sale due volte sul podio, secondo a Monza e terzo al Mugello.
La stagione agonistica 2011 vede il team Pedercini impegnato su tre fronti : il mondiale Superbike, la Superstock 1000 FIM Cup e il campionato italiano Superstock 1000. Un grande impegno per la squadra della famiglia Pedercini che come sempre non perde una sola gara e schiera al via ben 5 piloti tutti su moto Kawasaki. La collaborazione con la casa di Akashi prosegue nel migliore dei modi tanto che il team Pedercini viene considerata la squadra di riferimento per la Kawasaki in Superstock mentre in Superbike il team italiano lavora a stretto contatto con la casa giapponese per lo sviluppo della nuova Kawasaki Ninja ZX 10R che debutta sia in Superbike che in Stock 1000.
Nel mondiale Superbike Roberto Rolfo, proveniente dal mondiale Moto2 dove ha ottenuto una vittoria a Sepang nel 2010, sceglie la squadra italiana per far ritorno in Superbike e lo affianca l’australiano Mark Aitchison, che invece fa il suo debutto nel mondiale delle derivate dalla serie. Rolfo chiude la stagione al 18mo posto con 42 punti e due undicesimi posti a Phillip Island e a Brno. Al 19mo posto lo segue Mark Aitchison che raccoglie 36 punti e a Imola ottiene un nono posto che rappresenta il suo miglior risultato nel mondiale Superbike.
L’impegno del team Pedercini nella Superstock 1000 FIM Cup passa da due a tre piloti. Tre giovani con belle prospettive e proveniente da tre paesi diversi. Sono l’italiano Marco Bussolotti, l’australiano Brian Staring e l’argentino Leandro “Tati” Mercado. Una squadra internazionale che ottiene il suo miglior risultato con l’ 11mo posto di Bryan Staring nella classifica finale del trofeo continentale con 56 punti. Staring si piazza al quinto posto ad Assen e sfiora il podio nell’ultima gara di Portiamo dove termina quarto. Bussolotti lo segue al dodicesimo posto in classifica con 50 punti. L’italiano coglie il suo miglior risultato a Monza dove conclude settimo. Sedicesimo in classifica il giovanissimo Mercado con 20 punti ed un miglior piazzamento a Silverstone dove conclude quinto.
Mercado e Bussolotti partecipano anche al CIV sempre nella Superstock 1000 ed ottengono risultati significativi. Marco Bussolotti termina il campionato al quarto posto con 80 punti ed i suoi migliori risultati sono rappresentati dalla Pole Position ottenuta nelle prove della gara di Misano dove poi giunge quarto. Leandro Mercado è sesto nella classifica finale con 73 punti, ma sale per ben due volte sul podio con i due terzi posti nelle due gare disputate al Mugello, una pista dove il giovane argentino riesce ad esprimersi al massimo.

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